Analfabeti della scienza in aumento

L’allarme del professor Redi: “Analfabeti della scienza in aumento”

Da Repubblica del 25 aprile 2015

“Il secolo che stiamo attraversando è quello delle Scienze della vita: ogni giorno non solo gli scienziati ma tutte le persone discutono di fecondazione eterologa, Ogm consentiti o meno, cibi che mettiamo nel piatto, testamento biologico, eutanasia”.
Carlo Alberto Redi, professore di Biologia dello Sviluppo, membro dell’Accademia dei Lincei, è componente del Comitato etico della Fondazione Veronesi. Oggi l’analfabetismo scientifico, ovvero la mancanza di informazioni corrette sui grandi temi della ricerca, lo preoccupa più che in passato. Perché attraverso i media e chi si occupa di giustiziala tessa “cura miracolosa” contro la sclerosi a placche o le convinzioni ideologiche intorno al punto di fine della vita umana possono diffondersi e affermarsi senza contrasto.
Non è facile scrivere su temi così rivelanti documenti comprensibili da tutti, ma è ciò che il Comitato si sforza di fare. “Oggi il problema non è più la casalinga di Voghera, cioè l’esemplare classico del buon senso comune, ma chi studia legge, chi siede nei comitati etici degli ospedali, i giovani, i genitori, i parenti di chi è malato. Per questo ci sforziamo di scrivere esponendo tutti gli elementi dei singoli casi e indicando un atteggiamento laico sul quale ragionare e decidere caso per caso”. Chi è cittadino, oggi, non può ignorare i fondamenti della biologia. “Occorre conoscenza scientifica per poter vivere fino in fondo in una comunità che tiene conto dei pregiudizio ideologici e morali di ciascuno, ma che implica una vita e delle regole da osservare tutti insieme”.
Medicina genomica, sofferenza degli animali, regole di produzione e di scambio dei generi alimentari e delle materie prime sono temi su cui ognuno deve poter accedere a informazioni di base. “La democrazia che dobbiamo cercare di costruire – continua Redi – è prima di tutto cognitiva. Per questo porre sul campo la riflessione teorica è importante quanto far crescere un vasto numero di giovani ricercatori impegnati in Italia. Io posso avere un atteggiamento di fede, o quasi, verso il bosone di Higgs. Ma la conoscenza scientifica è importante se due donne vogliono scambiarsi gli ovociti senza trasmettersi malattie mitocondriali, o se si deve decidere se dare il via alla produzione di organismi sintetici per recuperare aree agricole devastate in passato”. Cittadinanza scientifica per tutti, insomma, ma con due testimoni speciali: gli operatori dei media e del diritto, senza i quali la “lotta all’analfabetismo” è impossibile.

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